Vivibilità come premessa di sopravvivenza dei borghi: il caso Armento

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PROBLEMI e PROSPETTIVE

I paesi delle aree interne hanno problemi socioeconomici simili nelle tipologie ma diversi nel grado di criticità, soprattutto quelli piccoli, i più esposti alla disgregazione sociale. Essi sono parte dell’ITALIA VUOTA, oggetto di studi, normative e dibattiti (spesso nominalistici come quello contro l’uso del termine borghi…) che finora non ne hanno interrotto lo spopolamento, malgrado che:

  • il Covid ne abbia evidenziato vivibilità ed utilità nel riequilibrio città-CAMPAGNA;
  • a livello geopolitico, nuovi conflitti mostrino che il i prodotti agricoli sono diventati anche strumento di guerra e che per questo…;
  • le aree interne abbiano buone prospettive perché ricche di acqua, biodiversità, clima e con spazi incolti da valorizzare con un’AGRICOLTURA basata su: storia, tradizione e innovazione basata su nuove competenze sia per le produzioni intensive che dell’agricoltura biologica, della filiera corta, della riscoperta di coltivi tradizionali, ecc. Un lavoro sfidante, NON di serie B!

La rigenerazione degli spazi vuoti, è tra le finalità delle politiche nazionali ed europee di contrasto al declino e di “rigenerazione” socio-economica. I finanziamenti sono importanti ma non sono una garanza di successo. Dai casi positivi emerge che sono fondamentali le iniziative per migliorare la vita quotidiana integrate poi da altre cose: valorizzazione di specificità (ciò che si sa dare meglio) combinate con attività nuove, meglio se fuori dagli schemi…, svolte in sinergia con altre comunità (come da legge, purtroppo disattesa!, sull’aggregazione dei comuni).

In questo quadro, Armento non è un caso compiuto di rinascita ma varie iniziative pubblico/private finalizzate al miglioramento della vivibilità per gli abitanti possono esserne una premessa, poichè non si può coltivare speranze di rinascita di un luogo se non ci si sta volentieri!

Sono cose importanti e realistiche che è DOVEROSO segnalare perché si scrive troppo di chi  parte e poco di chi resta adoperandosi per un nuovo inizio, contrastando l’impoverimento della socialità.

 

ARMENTO: LUOGO ACCESSIBILE CON NATURA BELLA e VARIA
Armento si trova nella media-alta Val d’Agri che è una tra le zone più belle d’Italia per la varietà di natura e paesaggi, biodiversità, presenza di acqua ed altre ricchezze apprezzate anche nel passato come testimonia la sua storia e le opere d’arte. Una valle austriaca solo con meno gerani alle finestre!

Armento, comune di 550 abitanti, è collegato con una veloce bretella di 7 Km alla statale 598, che percorre la Valdagri da Nord a Sud ed agevola il raggiungimento dei comuni vicini, della autostrada A2 a Nord e della SS 106 Jonica a Sud (entrambe a un’ora), gli aeroporti di Bari e di Napoli (2 ore).

Alcuni suoi scorci naturali, come le Murge di Sant’Oronzo (nel logo del Paco Nazionale AL) meriterebbero di essere tra le immagini-simbolo italiane.

 

CRITICITÀ e SPERANZE di FUTURO: PUNTARE SU AMBIZIONI REALISTICHE
Armento (Pz) come migliaia di paesi italiani ha un passato importante ma non replicabile e di cui non riesce a sfruttare i lasciti artistici più importanti perché non sono nelle sue disponibilità (come vedremo in seguito). Anche per questo vive un presente critico malgrado abbia gli elementi chiave per il futuro della vita sulla Terra: aria, acqua, verde, campagna, ritmi di vita ed una socialità ignota in città a due ore di macchina!

Il cambiamento climatico ed emergenze come il Covid hanno evidenziato la rilevanza di queste positività ma i singoli cittadini, in assenza di certezze sul futuro prossimo, continuano a preferire un altrove diverso. Quindi, anche per Armento la sfida è: scoraggiare altri esodi sostenendo l’economia che c’è e migliorare la vivibilità del paese e la sua attrattività innanzitutto per i residenti. E trovarsi pronto ad ad approfittare delle occasioni che si presenteranno, perché ci saranno !

Obiettivi strategici ragionevoli ma non semplici senza redditi da un’economia forte o da un turismo alimentato da: attrattori (siti UNESCO, Cristo di Maratea, strutture adrenaliniche, ecc.); grandi eventi (Città della Cultura, Festival…,); la suggestione di celebri personaggi (Coppola, Levi, Orazio, Scotellaro, Sinisgalli,…); riti e miti laico-religiosi (carnevali, riti arborei); noti contenitori d’arte (Musei, siti archeologici,…); presenza tra i Borghi Più Belli d’Italia; Bandiere arancione, Parchi letterari.

In loro assenza, si dovrà puntare su: paesaggio e natura, clima, accessibilità, spirito di accoglienza, vivibilità, ecc. Punti di forza che sembrano ispirare le iniziative pubblico-private per fare di Armento un luogo di moderna vivibilità, utili sia per attrarre persone esterne che per motivare a rimanere perché lo spopolamento si accentua se manca la qualità della vita.

Le iniziative fatte dal Comune e dalla Chiesa ma anche da gruppi d’iniziativa della società civile sembrano pensate per consentire ai cittadini stabili di vivere la contemporaneità: godendo  la vicinanza alla natura ma anche di partecipare agli eventi delle città; emozionarsi per l’osservazione dei cieli stellati o di un ruscello che scorre ma anche di spostarsi per partecipare ad un concerto live; vivere in abitazioni confortevoli ma anche con un’estetica diversa dagli stilemi ed i colori della tradizione.

LAVORO
Come altri paesi, Armento si spopola per l’esodo verso posti fissi e carriere altrove e per l’abbandono di campagne con un patrimonio di biodiversità che andrebbe mappato, salvaguardato ed utilizzato in nodi diversi dalle monoculture.

Malgrado tutto, si continuano a produrre beni agricoli anche se con una frazione minima degli addetti di un tempo, grazie all’impiego di tecnologie, mezzi meccanici e l’osservanza di complesse normative e protocolli produttivi ora necessari per operare nella CAMPAGNA.

La recente decisione dell’Arabia Saudita di produrre olio d’oliva per ridurre la sua dipendenza alimentare conferma l’importanza strategica dell’agricoltura e la gravità della sottoutilizzazione del suolo agricolo nelle aree interne italiane. Un grave spreco!

Il rumore di chi si reca in campagna in auto, insieme a quello dei trattori di chi vi abita stabilmente non disturba, anzi segnalano la vita ad un paesaggio troppo silente. Di giorno, c’è spesso più movimento nelle strade di campagna che in paese, segnalando la confortante presenza umana di chi si prende cura della terra.

Molto ambìti, sono i lavori nell’industria petrolifera, avviata in Valdagri, a Viggiano, una ventina di anni fa cui si è poi aggiunta la seconda area estrattiva a Tempa Rossa, nei territori confinanti di Corleto/Gorgoglione e Guardia Perticara. Armento è in mezzo a queste due aree che producono il 12% del fabbisogno italiano di oil&gas e costituiscono il più importante polo estrattivo continentale europeo.

Però l’industria petrolifera richiede enormi capitali ma impiega pochi addetti con grandissime competenze. Sono perciò molte le aspettative occupazionali deluse. E, tuttavia, sebbene pochi, anche alcuni armentesi sono stati assunti a tempo indeterminato da Eni e Total mentre altri lo sono presso ditte fornitrici di lavori per la manutenzione ai vari impianti del complesso processo di estrazione, pre-raffinazione, stoccaggio gas, condotte, ecc. Addetti che aumentano in coincidenza con fermate di manutenzione straordinaria, come avvenuto nel 2023.

Il lavoro di questa decina di persone in uno dei settori lavorativi più complessi al mondo è importante per loro ma anche per creare cultura industriale, riportando anche nelle conversazioni al bar la ossessione per la sicurezza sul lavoro del settore petrolifero. Questi lavoratori che si confrontano con la complessità sono parte attiva nella creazione di una moderna cultura del rischio con le loro Informazioni che confermano i rischi ma anche le attenzioni adottate per minimizzarli.

I lavoratori nell’oil&gas si aggiungono agli uomini e donne attivi in agricoltura, nella PA, nei servizi dell’accoglienza, dell’assistenza, nella vendita e distribuzione, nelle libere professioni (geometri, ingegneri e architetti, spesso con sedi anche nei paesi vicini).  Sono la parte più viva di Armento, sono gli animatori di una socialità non imprigionata dalla nostalgia, espressa con iniziative talvolta non tradizionali.

 

UN GRANDE PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO POCO SFRUTTABILE!
Sul territorio armentese, abitato fin da tempi remoti, c’è documentazione sul periodo della Magna Grecia, quello romano, dei monaci basiliani e dal tardo medioevo in poi. A questi fa riferimento un patrimonio artistico rilevante le cui opere di maggior pregio sono visibili solo altrove, e quindi utilizzabile solo parzialmente come leva economica.

Tuttavia, le iniziative in atto potrebbero essere potenziate e valorizzate in modo sinergico con quelle di paesi confinanti, con benefici economici per tutti.

Il territorio di Armento è stato abitato fin da tempi remoti e poi in modo più documentato nel periodo della Magna Grecia come dimostrano i ritrovamenti conservati nei musei di PolicoroPotenzaNapoliMonaco di Baviera e Londra. In questi ultimi due vi sono gli straordinari ritrovamenti del 1813, nel Santuario di Eracle, in località Serra Lustrante importante area sacra fin dal IV sec. a.C.: la corona d’oro di Critonio, con foglie e rami d’oro intrecciati  e il Satiro  danzante, statuetta in ceramica nera esposti a Monaco di Baviera mentre la statuetta bronzea etichettata come del Cavaliere di Grumentum è nel British Museum, a Londra.

Del periodo romano è la residenza del console Terenzio Lucano, in un palazzo le cui strutture sono tuttora visibili nel rione Casale (sgomberato quasi del tutto dopo il terremoto del 1980), potenziale set per riprese cinematografiche (come quelle del docufilm Alberi, del regista antropologo Frammartino).

Dopo secoli bui, Armento diventa rilevante per l’arrivo dei monaci basiliani che attorno all’Anno Mille si stanziarono in Val d’Agri. Due dei quali, San Luca di Demenna (che sconfisse i Saraceni) e Vitale da Mennita, diventato San Vitale da Castronovo (Sicilia), vissero in romitaggio anche ad Armento. A loro fanno riferimento:

  • la nuova Chiesa Madre con le spoglie mortali di San Luca abate oltre ad antiche statue di santi ed un crocefisso del ‘500, un polittico del 1400, due grandi dipinti del ‘700;
  • la cripta dedicata a S. Vitale nell’antica chiesa Madre risalente all’anno 1.000, distrutta da una frana del 1947, con affreschi del ‘600, reliquiari e sede della tavola di San Leonardo, ora al MUDIT, rubata e poi recuperata grazie ad un capolavoro un investigativo.

Ai santi Luca e Vitale è dedicato il nuovo murale (cosiddetto dittico dell’amicizia) e la mostra permanente di icone, aperta da poco.

Ci sono poi altre strutture religiose, tra le quali: la Cappella di Santa Lucia, risalente al Settecento, con statue e tele coeve, e fuori dell’abitato, la chiesa di Sant’Antonio di Padova, con tracce di affreschi e il settecentesco santuario della Madonna della Stella, lungo il Sentiero del culto che ripercorre il cammino dei monaci basiliani, una presenza la cui rilevanza è ora riscoperta con iniziative di vari comuni lucani.

Il rilevante patrimonio archeologico e religioso di Armento ha una consistenza superiore a quella di altri comuni confinanti soprattutto se si aggiungono due capolavori assoluti della statuaria mariana, una Madonna con Bambino di arte catalana risalente al 1225 ed una del 1300 restaurate e custodite nello splendido  MUDIT-Museo Diocesano di Tricarico.

Un patrimonio artistico che, tra opere disponibili e riproduzioni a grandezza naturale di quelle impossibile da riavere, renderebbe attrattivo un piccolo museo di moderna concezione utile a far conoscere la consistenza artistica di una Basilicata che stupisce ed a superare luoghi comuni di territori poveri di opere d’arte. Questa eccellenza relativa di Armento nell’arte antica potrebbe essere un utile complemento delle opere d’arte moderna esposte nei musei ACAMM di Aliano, Castronuovo S.A., Moliterno e Montemurro. Da mostrare con iniziative esteticamente efficaci, fattibili e a costi sostenibili:

  • una video installazione per la proiezione di immagini da proiettare anche all’aperto, di piacevole fruibilità, specialmente in estate;
  • uno spazio museale in strutture già esistenti, in cui esporre opere originali insieme a copie di quadri e statuaria, valorizzate da moderne tecnologie della realtà virtuale: Cavaliere di Grumentum (British Museum, Londra), il Satiro Danzante e della Corona di Critonio, tra gli oggetti più sorvegliati dello Staatliche Antikensammlungen, celebre museo di arte antica a Monaco di Baviera.

Intanto e per fortuna, Storia ed arte di Armento sono descritte in opere ben illustrate.


INVESTIMENTI IN BELLEZZA, DECORO, VIVIBILITÀ, ACCOGLIENZA
In una sorta di ideale collegamento con l’arte antica, le iniziative ad Armento sembrano puntare sulla dimensione estetica come dato qualificante della comunità, funzionale al miglioramento della vivibilità dei residenti oltre che un’attrattiva per i visitatori. Ciò emerge da nuove opere ma anche dagli interventi di ristrutturazione ispirati dal piano colore, dalla risistemazione di spazi pubblici e dall’arredo urbano.

 L’Amministrazione comunale ha un ruolo primario nella creazione di quest’effetto  malgrado le criticità connesse allo spopolamento ed aggravate dal Covid: riduzione delle classi scolastiche e svuotamento dello splendido edificio scolastico con aule informatizzate; riduzione del personale amministrativo solo di recente reintegrato di alcune unità necessarie per velocizzare pratiche, mantenere buoni livelli nella raccolta dei rifiuti e nella pulizia degli spazi pubblici.

Tra le azioni di creazione dell’effetto bellezza e miglioramento della vivibiità vi sono:

  • il piano di rifacimento delle facciate e dell’arredo urbano che stimolano anche abbellimenti da parte della popolazione di esterni abitativi con piante e fiori;
  • la realizzazione di una moderna e coloratissima area giochi;
  • l’apertura di spazi comunali per attività sociali e mostre d’arte. Tra queste:
    • l’esposizione permanente di icone Oro ed Orazioni con opere legate alla figura di due santi armentesi: san Luca Abate e san Vitale, soggetti di un progetto organico sui monaci basiliani svolto insieme al Comune di San Chirico Raparo;
    • la mostra temporanea, Loro. Persistenza dell’Oro nel contemporaneo
  • il “presidio di sociologia della salute e del benessere, per fornire, a richiesta,  sostegno a gruppi o a singoli per la prevenzione ed il primo trattamento di disagio psicosociale, da parte di un sociologo e psicoterapeuta. Iniziativa sperimentale per rendere il paese un luogo con una qualità della vita gratificante (progetto Armento well being living)
  • la concessione di spazi comunali per riunioni ed attività della società civile che contribuiscono alla vitalità socioeconomica ed alla vivibilità del borgo (corsi di inglese, di teatro, ecc);
  • presenza in occasione di iniziative sociali ed imprenditoriali come le recenti aperture di spazi che hanno rivitalizzato la main street con apertura di un esercizio artigianale e del centro di iniziative all’aria aperta e di valorizzazione della natura/paesaggio, Armentando. Bici&Scarponi (v.dopo), ecc.

Tra le istituzioni, di grande rilevanza il ruolo della CHIESA, grazie all’attività svolta dal Parroco in nove anni, un tempo nel corso del quale egli ha fornito non solo il conforto della presenza ma il Suo impegno per migliorare ed aprire gli ampi spazi della canonica ad iniziative sociali e culturali, coinvolgendosi anche in prima persona in quelle più dinamiche ed innovative, come le iniziative all’aria aperta, di scoperta del territorio armentese oltre che della Basilicata e non solo. Un efficace mix di ascolto, attenzione, proposte ed iniziative  senza protagonismo, hanno reso assai rilevante per i residenti il ruolo della Parrocchia.

ATTIVISMO DELLA SOCIETÀ CIVILE
Considerate le dimensioni di Armento, è davvero incredibile il numero di iniziative ed anche la varietà ed i numeri proporzionalmente elevato di residenti impegnati in attività sociali e culturali per migliorare la vivibilità di un piccolo paese. A chi vive la solitudine e la estraneità delle grandi città può sorprendere il modo di vivere della contemporaneità in Valdagri, che è diverso anche da alcune false ricostruzioni agostane a beneficio di visitatori temporanei alla ricerca dei cibi e delle atmosfere del buon (!) tempo antico, che non ritornerà. Ci sono invece i protagonisti di una moderna socialità, pochi ma che non scappano, presidiano il territorio, andrebbero celebrati e ricevere più attenzione rispetto a quelli che emigrano.

E’ straordinario per chi vive in città vedere la quantità e varietà di iniziative che un gruppo ristretto di persone riesce a realizzare sia per mantenere vive le tradizioni che  per fare cose nuove, con associazioni meritevoli ma fragili e quinti da sostenere, non potendo dare per scontato la loro permanenza nel tempo.

Sono gli eroi che contrastano la desertificazione ambientale e socioeconomica ed andrebbero celebrati per il loro non arrendersi. Si parla forse troppo di chi parte ma assai poco di chi resta. Cosa ingiusta e controproducente! Per questo ci scusiamo se, nel timore di trascurare persone impegnate, non faremo nomi degli animatori della socialità, limitandoci ad immagini e descrizione delle loro principali iniziative:

INFRASTRUTTURE EMERGENZIALI: PROTEZIONE CIVILE
Armento ne ha sperimentato la rilevanza in varie circostanze: un estesissimo incendio che alcuni anni fa ha lambito il paese e durante la fase più acuta del COVID 19, quando i volontari hanno svolto un lavoro salvifico. Per l’eccellenza manifestata anche nel terremoto in Abbruzzo, il gruppo armentese della Protezione Civile ha un ruolo riconosciuto a livello nazionale, ed ha equipaggiamenti ed un attrezzato sito emergenziale, da noi già segnalato.

PRO LOCO
Oltre a sagre sulla gastronoma assimilabili a quelle di altri borghi, il gruppo di iniziativa armentese ha valorizzato la tradizione del piccante, u’ pest (tritato piccante di peperoncini) trasformandolo in prodotto con una sua etichetta, distribuito in Armento ma consumato in varie città italiane e non solo.

GRUPPO DEI CACCIATORI DI CINGHIALI
Armento ha un numero proporzionalmente elevato di cacciatori di cinghiali essendo il territorio fuori dalla zona protetta dei 5 parchi lucani ma anche perché alcuni di loro hanno un ruolo ufficiale nel sistema italiano della caccia (interazione con Regione su calendario venatorio; gestione richieste di caccia; controllo osservanza regolamenti; consulenze ad agricoltori, ricerche). Tra le attività non ludiche, rilevanti per l’ambiente e l’economia:

  • collaborazione col Centro Veterinario Reg. per studio delle specie della Valdagri;
  • consulenza sulle normative di sostegno agli agricoltori per i danni dei cinghiali;
  • partecipazione alla campagna di abbattimenti selettivi secondo criteri di legge: formazione/selezione, punti e calendario individuale d’appostamento, ecc. In materia, si ricorda che Roma ha avuto i cinghiali in città (con persone ferite) anche perché non c’era una normativa sugli abbattimenti selettivi;
  • 1°trattamento e conservazione dei capi abbattuti in una cella frigorifera ad Armento prima del conferimento nel centro specialistico di Tito Scalo;

AdA Associazione Donne Armentesi. Da anni programma iniziative sul ruolo delle donne. Tra esse, una mostra annuale sul loro ruolo nella vita familiare e lavorativa del recente passato.  L’Associazione fornisce anche un contributo attivo ad attività non solo femminili: Scuola di Teatro (iniziativa intercomunale) e di coro; corsi di lingua inglese; viaggi di visita in Basilicata e altrove, per stare insieme e conoscere. AdA è attiva anche nella redazione del mensile RaccontArmento.

 

RaccontArmento. Il mensile è inviato in abbonato ai sottoscrittori con rigorosissima puntualità da 15 anni da una Redazione che lavora con passione su contenuti e soluzioni grafiche. RaccontaArmento è un periodico con immagini e cenni del passato ma racconta e commenta fatti/decisioni che hanno un riflesso sul presente della  comunità, con un atteggiamento non di polemiche ma di speranze! Caratteristica che lo distingue dalla stampa regionale, spesso deprimente se non angosciante!

Il lettore vi trova la voglia di confrontarsi con gli estranei, dimostrando capacità di accoglienza e desiderio di conoscenza come emerge dal bellissimo articolo in italiano/Inglese scritto da un ospite irlandese che venuto ad Armento per pochi giorni vi è rimasto più di un mese. Al termine del soggiorno 2023, rispondendo alla domanda del titolo (Quale è la cosa più bella di Armento?) ha risposto: la sua gente.

Un giudizio lusinghiero ma non sorprendente poiché la generosità e la capacità di empatia della comunità si è rivelata anche in occasioni drammatiche: accoglienza dei ragazzi ucraini dopo il disastro di Cernobyl, terremoto dell’Aquila, ecc.

ARMENTANDO
L’Associazione ha un sottotitolo significativo, Bici&scarponi che indicano i mezzi e gli equipaggiamenti per andare in bici ed a piedi ad esplorare un territorio con pianori, alte colline, fiumi e torrenti, boschi che in alcune gole hanno la densità e la impenetrabilità delle foreste, ecc. La scoperta del territorio è fatta con:

  • trekking urbano (riapertura di chiese, palazzi e case da cui sono partite persone protagoniste della storia contemporanea (es. la casa del Rione S. Rocco da cui sono partite le due sorelle Tortorelli, morte nel rogo di New York, la tragedia cui si ricollega la ricorrenza dell’8 marzo ed il Libro Camicette Bianche);
  • trekking extraurbano alla riscoperta di cascate, punti panoramici di osservazione, fornaci per la produzione di calce, mulini ad acqua, sentieri devozionali resi invisivili o inagibili dalla vegetazione, ed i luoghi in cui si sperimenta una nuova agricoltura: apicoltura, coltivazione della lavanda;
  • bici. Oltre all’attività per adulti e bambini, con normali bici, su strada o sterrati, molti degli associati sono frequentatori della palestra allestita negli spazi della canonica dove si pratica il bike spinning su un supporto fisso diverso dalla cyclette e che determina maggiori sollecitazioni alle articolazioni. Per favorirne la pratica e ridurre lo stress, l’attività atletica viene svolta in gruppo e sincronizzata ad un ritmo musicale coordinato da un referente-allenatore. Il gruppo armentese viene invitato per demo in altri borghi lucani e contribuisce alla sua diffusione.

NOTE CONCLUSIVE
Con questa lunga descrizione (frutto di osservazioni fatte in soggiorni anche fuori dagli affollamenti agostani) non si intente indicare il caso Armento come quello di una rigenerazione ma solo segnalare:

  • la complessità presente anche in una piccola comunità, se analizzata con attenzione;
  • una serie di azioni istituzionali e della società civile che cercano di migliorare la vivibilità del paese per i residenti. Sono iniziative legate alle specificità della situazione e delle personalità degli attori. E per questo forse non replicabili. In altri luoghi possono avere uguale importanza cose con contenuti e protagonisti diversi.

Al di là dei modi, sembra rilevante segnalare l’impegno, la varietà e la creatività con la quale può esprimersi la volontà di non arrendersi. Impegno che deve meritare attenzione ed azioni concrete per riconoscerne la rilevanza ai protagonisti e dare visibilità ai loro sforzi.

I borghi dal ritmo lento sono un tema di moda, al centro di un’attenzione editoriale che però dovrebbe essere meno frettolosa e di maniera. Le comunità delle aree interne che formano la cosiddetta Italia Vuota avrebbero bisogno di buona visibilità e non di descrizioni stereotipate (non di grande aiuto). Ci sono troppi borghi in cerca di attenzione (in Italia, più di 5500 quelli sotto i 5.000 abitanti!) ed i media non avendo tempo per tutti riciclano notizie ed immagini d’archivio datate e poco attrattive.

In questo servizio su Armento, con notizie ed immagini aggiornate, si segnala un fatto non scontato né ricorrente: la convergenza nei fatti di molte iniziative pubbliche e della società civile finalizzate al miglioramento della vivibilità del paese per coloro che lo abitano stabilmente. E cioè gli abitanti, che sono la vera speranza di futuro.

Naturalmente, la ricchezza e la spontanea convergenza delle iniziative potrebbero  non bastare ad assicurare un futuro alla comunità armentese se non diventeranno poi elementi di una strategia “esplicita e condivisa dalla comunità”. Una definizione d’intenzioni strategiche sarebbe utile anche per connettersi nella chiarezza con altri comuni confinanti ed elaborare con loro progetti di marketing territoriale. Al riguardo, va segalato con dispiacere che l’espressione più ricorrente in Basilicata, “fare rete”, è anche la manifestazione d’intenzione meno praticata!

Ma la speranza e l’ultima morire e, prendendo spunto anche da incentivi pubblici che spingono verso le aggregazioni (tra i più recenti, quelli per la creazione di comunità energetiche), sono ipotizzabili cambiamenti di scenario in cui specialmente borghi come Armento possano diventare luoghi ambìti perché ad altissima accessibilità, non lontano da città importanti, con un patrimonio naturale e climatico assai favorevole ed una CAMPAGNA che avrà una nuova centralità.

La desertica Arabia Saudita ha deciso di essere tra i maggiori produttori di olio al mondo, non perché ha bisogno di soldi ma perché vuole ridurre la sua dipendenza alimentare dall’estero. E ci riuscirà, realizzando anche livelli di qualità elevati, grazie alle competenze derivanti dalla collaborazione con i centri ricerca universitari della Spagna, il 1° paese produttore di olio (il 2° è l’Italia, poi Grecia, Turchia). Già oggi, il 1° uliveto al mondo è l’azienda saudita Al-Jouf con 1.200 dipendenti e 5 milioni di alberi su 7.335 ettari.

Queste cose accadranno anche in altri tipi di coltivazioni, perché i bisogni in aumento per alimenti, medicina e cosmesi impongono un uso virtuoso della campagna, anche di quella intorno ai paesi. Ma la terra va lavorata altrimenti muore e, quindi, Il punto chiave per le aree interne è averne consapevolezza e creare subito le condizioni per i cambiamenti. E, magari, beneficiare dei cambiamenti prima degli altri. I casi di successo sono in aumento e potranno stimolare una competizione virtuosa.