Sommario
Una visita a Jevnaker, 4.600 ab., in Norvegia, offre spunti di riflessione sull’ambizioso progetto di un piccolo centro delle aree interne per attrarre visitatori puntando sulla cultura e creare fonti di reddito sostitutive di lavori scomparsi.

Una strategia ricorrente basata, in questo caso, su un piano in tre fasi:

  • valorizzazione del passato e della natura;
  • realizzazione di attività culturali non legate alla tradizione;
  • attività artistiche di livello internazionale in strepitose architetturesimbolo.

Progetto ambiziosissimo per un piccolo centro intenzionato a uscire dal circuito del turismo minore mediante iniziative artistiche da centro (hub) della creatività!

La realizzazione di simili ambizioni richiede non solo pensare in grande ma anche la capacità di attuare le strategie con competenza e gradualità. Come a Kistefos che appare un caso istruttivo per la cautela nel realizzare in 25 anni iniziative di crescente complessità, sviluppando gradualmente le capacità necessarie a gestire flussi turisti diversi per numero e tipologie.

 

1 – Dove

Il piccolo centro norvegese di Jevnaker, 4.600 abitanti, fuori dalle rotte turistiche, è a 70km da Oslo e a 1h20’ di viaggio (le strade norvegesi non sono scorrevoli), in ambiente naturale di colline, boschi, lago e corsi d’acqua che sono elementi importanti per l’industria del legno. Jevnaker non lo si trova in tutte le guide turistiche perchè non ha storia e monumenti rilevanti o una bellezza naturale fuori dal comune, cosa che invece caratterizza altri siti norvegesi dove la natura è spettacolare, grandiosa e primordiale.

E’ un paese scandinavo abbastanza usuale con: un’architettura dignitosa, senza inquinamento visivo causata da fili, antenne, insegne fuori scala e orpelli del genere; strade anonime ma pulite e ben tenute; una vita laboriosa ed un’atmosfera calma e sonnacchiosa; un albergo bello e piccolo in riva al lago, bar e ristoranti con servizi accurati.

Ma due cose portano Jevnaker fuori dalla ordinarietà: la produzione di vetri pregiati iniziata nel 1762 e una fabbrica di cellulosa (Kistefos) per la produzione della carta, attiva dal 1890 al 1955.

La vetreria è tuttora in funzione e i sui prodotti sono molto apprezzati. Mentre la chiusura della Kistefos ha cancellato competenze e fonti di reddito oltre a lasciare 12 edifici in abbandono, che stanno rinascendo a nuova vita e creando sviluppo su basi diverse dalla produzione di cellulosa.

 

2 – Iniziative e fasi del rilancio

All’inizio degli anni ’90, dopo decenni di stasi e varie vicissitudini, gli eredi del fondatore della fabbrica Christen Sveaas hanno acquisito la proprietà di circa 18 ettari della Kistefos con gli impianti, il parco, l’invaso della piccola diga al servizio della centrale elettrica e la produzione della cellulosa.

A metà degli anni ’90, l’erede Anders Sveaas insieme ad altri investitori hanno definito la strategia per reinventare la destinazione d’uso del sito, attuandola con passaggi di crescente rilevanza culturale ed economica per Jevnaker:

A – Fermare il degrado dei 12 edifici e recuperare la memoria dell’attività industriale.

Le strutture di fabbrica che, insieme al loro macchinario rimasto installato, costituiscono un bell’esempio di archeologia industriale, sono state messe in sicurezza e rese visitabili. Iniziativa che meriterà il riconoscimento dello Stato come “eredità culturale norvegese” e un  contributo di 92.000€ (all’anno a partire dal 2006) utili per il lavoro di conservazione e riuso parziale: riavvio della centrale idroelettrica e, nel 2014, quello di un impianto per finalità didattiche.

B1 – Trasferire in alcuni locali e nel parco opere artistiche della collezione di famiglia come primo nucleo di un parco culturale. Vengono esposte in locali all’interno del Parco opere della collezione privata Sveaas (1000 foto,1.600 oggetti esposti in minima parte)  cui in seguito si aggiungeranno opere di nuova acquisizione. Alla fine degli anni ’90, il sito diventa Kistefos Scultur Park. (Link) e ai suoi visitatori paganti offre come attrattiva opere d’arte oltre all’archeologia industriale e alla natura.

B2 – …e poi arricchire lo scenografico parco con nuove opere di grandi artisti come Claes Oldenburg, Fernando Botero, Tony Cragg, Anish Kapoor (sua anche una delle opere di Arte Pollino a Latronico), Jeppe Hein e altri,  create appositamente per interagire con gli elementi naturali specifici del luogo (site specific): lago, cascata, fiume, piante, architetture industriali e edifici in legno.

Le opere sono commissionate oltre che da Anders Sveaas anche da altri sponsor (banche, privati, Fondazioni, Comune di Jevnaker, Provincia).

 

C – Fare di Kistefos un centro di creatività culturale di livello internazionale, sfidando la consuetudine che considera i borghi come destinazioni di un turismo minore.

Nel 2014, la decisione dei soci del Kistefos Sculture Park di costruire un museo per ospitare sia la collezione Sveaas che grandi mostre di arte contemporanea, segnano un salto di qualità nelle loro ambizioni. Il Parco, attraverso le grandi mostre contemporanee di artisti di fama internazionale  aggiunge alle sue caratteristiche quello di centro d’arte e luogo di STUPORE per le straordinarie caratteristiche architettoniche del nuovo museo. Quasi una Bomarzo (VT) del Nord !

Bjarke Ingels

La decisione e la successiva scelta del progettista saranno infatti l’occasione per avere non solo un bel contenitore di opere d’arte ma anche una meraviglia in sé. Il vincitore del progetto, Bjarke Ingels (quello del termovalorizzatore di Copenhagen e di altre genialate!) ha concepito un’altra opera senza precedenti: un oggetto “ibrido” che mette insieme: architettura, scultura e infrastruttura.

 

 

L’opera, chiamata TWIST, non è la semplice estensione del museo di sculture già esistente, ma aggiunge nuovo valore al patrimonio architettonico dell’area con un progetto di valore assoluto e nei suoi 1000 mq. celebra l’arte contemporanea norvegese e internazionale.

L’edificio è un ponte coperto e ritorto al centro che si estende per 60 metri sul fiume Randselva collegando due sponde del parco con una torsione (twist) strutturale che, pur in un periodo di grandissime trovate architettoniche, impressiona per immaginazione e bellezza.

Nell’inaugurazione a dicembre 2019, Sveaas ha dichiarato: “Dopo molti anni di pianificazione e sviluppo siamo lieti di aprire a Kistefos il bellissimo spazio ‘The Twist’ che ci consentirà di espandere il nostro lavoro con i principali artisti contemporanei ed accogliere più visitatori.

La nostra ambizione è fare di Kistefos una destinazione culturale imperdibile con mostre e un parco di sculture di livello mondiale per integrare il ricco patrimonio industriale del sito”.

 

3 – Considerazioni

Puntare sull’architettura per acquisire visibilità è ricorrente nella storia dell’umanità ma nei paesi del Nord Europa è un’esigenza largamente avvertita tra la popolazione e non solo dalle èlite culturali.  Negli ultimi decenni, la Norvegia ha accresciuto gli investimenti in bellezza ad un ritmo superiore ad altri paesi ma lo ha fatto soprattutto nelle città costiere e, perciò, non è facile per un luogo dell’interno come Jevnaker coltivare ambizioni di uscire dal circuito del turismo minore per diventare, addirittura, un hub di creatività!

Per diventare dal nulla un luogo imperdibile nell’immaginario collettivo, occorrono tempo, risorse economiche, strategie ambiziose, mentalità per ragionare fuori dagli schemi, grandi capacità attuative. Visitando Kistefos e conoscendo le architetture di Bjarke Ingels si può immaginare che le ambizioni di Sveaas e soci abbiano un buon fondamento perché oltre ad aver scelto un genio assoluto dell’architettura hanno già dimostrato buone capacità nella gestione di business basati sulla cultura.

A Jevnaker sono presenti da tempo le cose necessarie all’accoglienza di un viaggiatore esigente: spazi, assenza di overturism, alta qualità della vita, … insieme a molte cose usuali in Scandinavia: prezzi elevati, una certa uniformità e poca autenticità, ma anche, pulizia, garbo e rigore, poca improvvisazione.

Proprio per questo la qualità delle sculture collocate magistralmente nel parco sono state mete crescente di un turismo di amanti della lentezza, della natura, della bellezza. E, per i più piccoli, occasione di esperienze didattiche interattive e di giochi vari ed appassionanti.

A tutto questo si aggiunge ora lo straordinario museo-ponte ritorto, il twist, che farà ritornare i vecchi visitatori ma richiamerà anche, attraverso le mostre temporanee, appassionati ed esperti  di arte contemporanea che dopo aver visitato la collezione permanente e lo stupefacente TWIST dovrebbero ritornare ciclicamente in occasione delle grandi mostre temporanee.

 

4 – Potenziali fattori di successo

Le limitazioni degli spostamenti da Covid-19 non consentiranno di avere dati significati nel primo anniversario dalla inaugurazione del TWIST. Servirà un po’ più di tempo per capire se l’ambizioso progetto corrisponderà alle aspettative, ma intanto si possono citare alcuni potenziali fattori di successo:

  • condivisione di visione ed ambizione da parte di una rete di sponsor privati e pubblici (Jevnaker, altre municipalità ed Entità territoriali);
  • complementarità tra sponsor: la municipalità di Jevnaker si prende cura del territorio, la Kistefos cerca di attrarre visitatore, fidelizzandoli  con muove iniziative e lo stupore!
  • qualità/varietà  dell’offerta: interessante ed attraente per tutti, anche per esperti d’arte;
  • luogo poco noto ma con alta qualità della vita, grandi spazi, senza overtourism;
  • convenienza, originalità e glamour del prodotto;
  • facilità di comunicazione dell’offerta.

@ Redatto da: Filippo Martino