DOZZA: eccellenza nei murali ed in altre cose

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Dozza, comune italiano di 6.629 abitanti, è uno Borghi più Belli d’Italia per il paesaggio nel quale è immerso; per lo stato di conservazione del patrimonio storico e per gli abbellimenti degli edifici nel borgo medioevale; per la salvaguardia dell’ambiente; per il sapiente bilanciamento tra valorizzazione della tradizione ed innovazione continua nell’assetto urbano, cultura sociale, competenze, …

PUNTI DI FORZA
  • notorietà dei suoi murali tra gli amanti della street-art
  • storia ed il patrimonio artistico della Rocca Sforzesca
  • Enoteca Regionale
  • buona qualità dei servizi e sostenibilità ambientale delle scelte pubblico-private
  • atmosfera cordiale e professionale.

 

Dozza è composto da due paesi: la frazione Toscanella (oltre 5.000 abitanti) e il capoluogo comunale Dozza (poco più di mille abitanti) che si trova su una collina vicino ad Imola, immerso tra vigneti e dolci pendii.

Fulcro del suo centro storico, dalla forma a fuso, è la imponente Rocca Sforzesca, ai cui piedi si distende il borgo castellano le cui abitazioni sono state gradualmente coperte di murali nel corso degli ultimi cinquant’anni. E proprio dalla Rocca potrebbe iniziare la visita di Dozza prima di girovagare tra sue stradine per osservare i dipinti.

La Rocca, di origine medievale, fu trasformata da Caterina Sforza in castello fortificato e, in epoca rinascimentale, adibito a residenza nobiliare, con una ulteriore trasformazione negli interni avvenuta nel ‘700.

Il Comune ne ha fatto poi una Casa Museo con tre i percorsi di visita: la Fortezza Medievale e rinascimentale, la Residenza Rinascimentale, la Residenza settecentesca. Piano nobile, cucine, camminamenti, prigioni e torrioni sono tenuti in modo impeccabile e ciò rende il lungo e variegato percorso di visita meno faticoso, grazie anche alla possibilità di osservare la bella campagna circostante dai camminamenti e dal torrione oppure di riposarsi nel salone maggiore del piano nobile, utilizzato anche per concerti.

Altra attrazione nella Rocca è l’Enoteca Regionale (chiusa il lunedì), sistemata nelle cantine con i soffitti a volta dove è possibile fare degustazioni guidate con sommelier, in abbinamento ai prodotti tipici della regione.

La Rocca si è trasformata nel tempo da fortezza a difesa del potere in dimora patrizia e poi in centro polifunzionale al servizio della comunità nel quale si organizzano conferenze, concerti, mostre d’arte ed altri eventi.

In altri luoghi, la presenza di un castello in ottime condizioni (è stato abitato ininterrottamente dal 1300 fino al 1960) potrebbe essere sufficiente a portare molti visitatori ma a Dozza (come in altri territori italiani ad alta densità artistica) hanno ritenuto che per avere flussi turistici significativi fosse prudente continuare ad investire in bellezza. Una bellezza possibile, alla portata delle risorse comunali, accettabile dalla cultura del territorio ma anche espressa nei modi e nei canoni dell’arte contemporanea. La street art è sembrata la via percorribile.

 

I MURALI

Dopo più di sessant’anni, le centinaia di dipinti che coprono i muri degli edifici creano un insieme di straordinaria bellezza senza risultare incompatibili con le opere del passato.

I murali si trovano ormai in un numero crescente di comuni come una soluzione che, attraverso una sovrapposizione artistica alle architetture preesistenti conferisce dignità e bellezza a strutture spesso anonime e, talvolta, addirittura inguardabili.

A Dozza, i murali stupiscono non tanto per il numero quanto per il loro l’elevato standard di bellezza che crea un insieme magico e, incredibilmente, non dissonante con la severità della struttura medioevale che trova la massima espressione nella Rocca Sforzesca e nel sistema fortificato del borgo.

Appena varcate le porte del rivellino e della rocchetta poste a protezione dell’abitato, si avverte una sorta di stordimento per la bellezza delle forme e dei colori, per la conformazione dello spazio, per l’atmosfera di un luogo quasi irreale. E’ una sensazione che non svanisce almeno fino a che non si raggiunge la Rocca Sforzesca perché lungo la strada è un susseguirsi di dipinti molto belli sui muri di case comuni e nobiliari, sulle colonne e le volte dei portici.

Per passare dalla vista del colore alla riflessioni sulle scene dipinte occorrono almeno due giri di visita ai murali, meglio se in vari momenti della giornata, per cogliere gli aspetti diversi e gli elementi qualificanti dei dipinti di Dozza, che ne fanno un punto di riferimento per gli amanti della street art ed un benchmark per i comuni che adottano i dipinti come fattore di bellezza.

I murali di Dozza colpiscono per.

  • la varietà di motivi proposti. La maggioranza dei dipinti non sono esercizi di colore o evocazioni fantastiche esteticamente gradevoli, sono anche la narrazione del luogo. Le immagini fanno riferimento a scene domestiche, al lavoro nei campi ed in altri ambiti, a contatti sociali, a vicende storiche e di cronaca, ad evocazioni letterarie in senso ampio (fumetti inclusi), alla natura circostante. Sono meno numerose le citazioni eroiche o mitiche mentre trovano spazio dettagli di oggetti di cui correntemente si trascura la rilevanza e che sui muri recuperano il diritto di attenzione, come i dettagli di piante che ne esaltano la bellezza.
  • la coerenza cromatica tra fondotinta del muro, i colori del dipinto, il rapporto con i materiali circostanti (in legno, in ferro), gli oggetti di arredo urbano e domestico e, persino, con le cablature dei servizi.

Questa armonia è il frutto dell’esperienza maturata nel corso di mezzo secolo ma soprattutto dalla impostazione organica che la pratica del muro dipinto ha avuto dall’inizio. Si coglie, pur nelle differenze di stili e di soggetti, una regia.

La manifestazione del Muro Dipinto è nata nel 1960 ad opera del Comune e dalla Fondazione Dozza Città D’Arte che costituirono subito la Biennale del muro dipinto allo scopo di favorire le riflessioni sulla street art e di beneficiare del contatto con personaggi della cultura e le loro idee per scegliere gli artisti.

Questa manifestazione giunta alla sua 28^ edizione lo scorso settembre è stato il luogo di confronto dei maggiori creatori di street art della scena internazionale e anche l’occasione per conoscere da vicino gli oltre 200 artisti che sono stati incaricati di fare nuovi murali o restaurare quelli in via di degrado (nel 2021, 6 gli artisti invitati).

I criteri adottati da Dozza per realizzare lo straordinario complesso di murali che si possono ammirare nel borgo medioevale e che ora si stanno estendendo poco a poco anche nelle frazioni di Toscanella e di Castel Guelfo sono metodologicamente assai interessanti ed andrebbero meditati dai comuni che hanno piani similari di investimento nella bellezza.

La razionalità e il rigore nel piano di sviluppo dei murali si ritrova anche in altre attività del borgo, come in vari aspetti dell’arredo urbano (numeri civici, insegne), nei materiali e nella grafica adottata all’esterno ed all’interno di esercizi commerciali privati (ristoranti, camere d’albergo).
E si ritrovano anche nelle politiche per l’ambiente del Comune.

Di recente il Comune ha approvato la Carta dell’Ambiente con programmi ancora più vincolanti al fine di ridurre l’impatto ambientale delle attività sociali ed individuali per:

  • rifiuti. Dozza è già ai primi posti della classifica dei Comuni Ricicloni e plastic free. Ha in funzione da tempo l’iniziativa PuliAmo Dozza
  • circolazione sostenibile. Estensione delle piste ciclabili e apertura (già avvenuta) di un centro di manutenzione e ricarica di biciclette elettriche
  • consumo del suolo. Approvato il censimento del cemento
  • risparmio energetico. Con iniziative nei plessi scolastici, nella sostituzione di lampade obsolete, nell’approvvigionamento da fonti alternative, ecc.

Per l’insieme di queste attività e l’innovazione continua, Dozza è uno di quei luoghi in movimento in cui val la pena di ritornare non solo per rivivere buone esperienze ma anche per aggiornarsi sui cambiamenti avvenuti.

COSA FARE

Godersi lo spettacolo naturale della Val Sellustra, Santerno e Sillaro, a bordo della propria bicicletta, con sosta culturale e gastronomica al borgo.
Mettere alla prova le proprie doti al Golf Club Le Fonti, uno dei campi a 18 buche dell’Emilia Romagna.
Sperimentare i benefici termali nella vicina Castel San Pietro e apprezzare le specialità culinarie locali.
Visitare la Rocca affacciandosi dalla torre per ammirare il paesaggio invernale, che con la nebbia acquisisce un fascino particolare; fare una degustazione all’Enoteca e infine un buon pasto tradizionale in uno dei locali del borgo.

EVENTI

La prima domenica di maggio “Il Vino in Festa”: l’intero borgo in festa, in onore di Bacco e dell’Albana di Dozza.
La terza settimana di settembre negli anni dispari, La Biennale del Muro Dipinto: da oltre 50 anni l’evento cult di questo borgo mecenate. Dal 2007 la manifestazione raddoppia: il borgo antico di Dozza dedicato ai murales e la frazione di Toscanella arricchita da opere di artisti di writing e della wall painting tra cui Ericailcane e Eron.

ENOGASTRONOMIA

Al confine tra Emilia e Romagna, nel cuore della Food Valley Italiana, a Dozza la fa da padrona la pasta fatta in casa, ovviamente con la sfoglia rigorosamente tirata a mano. Dalle tagliatelle ai garganelli (maccheroni al pettine, arrotolati su un apposito telaio), fino ai tortelli di ricotta al profumo di salvia o al ragù.
Tra i formaggi segnaliamo il freschissimo Squacquerone di Romagna o lo stagionato pecorino di fossa, cui si accompagna spesso, al posto del pane, la piadina romagnola. Tra i vini consigliati i locali bianchi Albana e Trebbiano e il rosso Sangiovese.