DIMORE STORICHE: risorse per la qualificazione e lo sviluppo dei Borghi

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Dimore storiche Palazzo Aiello
Palazzo Aiello - Moliterno

Il 21 febbraio 2020, presso l’Associazione dei Lucani a Roma si è svolto un convegno per parlare del patrimonio storico architettonico privato (Castelli, Masserie, Cappelle Gentilizie, Palazzi, ecc.) ristrutturato o in via di ristrutturazione in Basilicata.

Un patrimonio che i singoli privati e in modo più organico l’Associazione Nazionale Dimore Storiche Italiane – ASDI/Basilicata (presieduta dal prof. Eugenio Martuscelli) si stanno adoperando per valorizzare non solo a fini privati, ma anche di più ampia fruizione storico-culturale  e come strumento di sviluppo territoriale.

Nell’incontro del 21 febbraio, a Roma, sono stati ripresi i temi discussi nel convegno a Matera del 19 ottobre 2019 al quale hanno preso parte, oltre al Presidente Nazionale dell’ADSI Giacomo Thiene e quello della Basilicata Eugenio Martuscelli, anche il Presidente della Giunta Regionale Vito Bardi.

Una presenza rilevante per le considerazioni sul ruolo ed il significato dei beni storici di proprietà privata ma anche per la volontà espressa pubblicamente dal Presidente Bardi di promuovere un disegno di legge regionale per rivitalizzare i centri storici nei borghi e nelle città lucane attraverso la valorizzazione del patrimonio storico-edilizio.

“Voi siete i custodi materiali della memoria storica della nostra regione – ha detto Bardi rivolto ai partecipanti. E’ grazie a voi, alla vostra passione, alle vostre cure quotidiane che viene mantenuto in piedi un tessuto artistico, culturale e storico che non ha eguali in Europa e nel mondo. Alcuni di voi sono proprietari di beni che sono da secoli nella disponibilità delle loro famiglie. Altri, invece, hanno acquistato per passione dimore storiche di pregio che rappresentano una parte consistente del nostro patrimonio. Mi rendo perfettamente conto di tutte le difficoltà che quotidianamente sopportate. Ed è proprio per venirvi incontro e per rivitalizzare i centri storici dei nostri paesi e delle nostre città che ho intenzione di proporre un disegno di legge regionale che tuteli e valorizzi il patrimonio storico-edilizio. Gli antichi palazzi devono trovare una funzione moderna perché la storia non va solo vissuta ma anche raccontata. Per ogni sito dobbiamo costruire un momento di connessione pubblico-privato che non si fermi alle sole giornate del FAI”.

Per queste finalità, nel Convegno di Matera si è discusso della necessità di censire i beni culturali privati al fine di individuare possibili sinergie perché l’attuale crisi economica impone una forte integrazione con enti pubblici e centri del sapere (Università, prestigiosi operatori del turismo culturale, esperti di marketing del territorio, ecc.).

Temi ripresi in questo convegno dell’Associazione dei Lucani a Roma nel corso del quale si è parlato di aspetti generali, ma soprattutto delle specifiche esperienze dei titolari di 6 dimore storiche appartenute o appartenenti ad altrettanti associati.

I lavori introdotti e coordinati dal Prof. Donato Tamblè, già Direttore dei Beni archivistici della Basilicata e poi del Lazio, si sono giovati delle immagini realizzate dalla società di comunicazione Reply Studio che hanno consentito di apprezzare sia la rilevanza estetica delle dimore storiche lucane che le diverse fruizioni:

• in uso esclusivo dei proprietari;

• contenitori museali (Museo Aiello, Pinacoteca d’Errico, Castello di Valsinni);

• inserite nell’offerta turistica (Palazzo Gattini e Palazzo Viceconte a Matera, Tenuta….  a Pisticci, La Voce del Fiume a Brienza, ecc.).

Per i contenuti, la Relazione del prof. Tamblè ha ricordato il ruolo determinante degli archivi nella ricostruzione della storia familiare nel contesto del territorio, delle vicende proprietarie inclusi gli interventi strutturali per manutenzioni e rifacimenti: dati fondamentali per ogni intervento di manutenzione conservativa.

Il prof. Tamblè, nel citare brevemente alcuni dei numerosissimi Archivi familiari, ha ricordato il loro ruolo fondamentale nella scoperta di importanti vicende del territorio che hanno contribuito non poco ad una immagine diversa della Basilicata, erroneamente descritta e tuttora vissuta come terra incognita, lontana dalla storia e dalle grandi evoluzioni culturali.

Per quel che concerne il presente, il prof. Eugenio Martuscelli, Presidente di ADSI Basilicata, ha indicato le principali iniziative per rendere più incisiva ed efficacia l’azione dell’Associazione. Tra le più importanti, la richiesta di un provvedimento legislativo regionale finalizzato alla messa a reddito  delle dimore storiche, sulla scorta di quanto già realizzato recentemente dalla Regione Toscana (che ha voluto dedicare un articolo a parte, il 58, agli aspetti normativi delle “Residenze d’epoca”). Una richiesta ascoltata con molta attenzione dal Presidente della Giunta Regionale Vito Bardi che ha assicurato un suo interessamento.

Altre iniziative riguardano le aperture delle case degli associati in occasione di ricorrenze come la Giornata Nazionale ADSI del 24 maggio, la premiazione di borse di studio, ecc.

Iniziative che potranno essere ancora maggiori e più incisive in relazione alla forza e alla “rappresentatività” che l’ADSI potrà avere se i proprietari di Dimore Storiche lucane aderiranno e forniranno il loro contributo di idee al sodalizio.

Per ADSI Basilicata, da segnalare il breve ed interessantissimo intervento del Past-President avv. Francesco Scardaccione che ha citato il ruolo fondamentale degli archivi nella conoscenza e ricostruzione storica dalla tenuta La Cavallerizza in agro di Sant’Arcangelo. Gli attuali ruderi, con la loro imponenza, testimoniano le grandi dimensioni del complesso nel quale si allevavano i cavalli di razza napoletani, i preferiti dai regnanti.

Sono poi seguite le presentazioni da parte dei proprietari delle Dimore Storiche nei comuni di Brienza, Genzano di Lucania, Missanello, Muro Lucano, Nemoli, Roccanova. Illustrando le immagini di ciascun palazzo nel suo contesto territoriale e fornendo informazioni sulla condizione strutturale dell’immobile e del tipo di fruizione attuale o ipotizzata.