Dimore Storiche: Nemoli

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Borgo di circa 1600 abitanti, in un pianoro a 670 m slm, è al centro della Valle del Noce, a pochi minuti da Maratea, “perla” del Tirreno, e dagli impianti sciistici del Sirino. Nemoli (1970 mt) sorge all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese.
Circondato da boschi di querce, castagni e ontani, che offrono al visitatore un itinerario “verde” tra bellezze naturalistiche tra le quali spicca il Lago Sirino, dove gli appassionati possono dedicarsi alla pesca di trote, tinche, persici.

Chiesa Madre di San Nicola

Nemoli, con un’origine databile attorno all’anno 1000, è diventato comune autonomo solo nel 1833, dopo essere stato la frazione “Bosco” di Rivello. Paese con bellissime architetture civili e religiose. Tra le quali monastero benedettino di S. Antonio con uno straordinario ciclo di affreschi di Girolamo Todisco nel chiostro e, nel refettorio, un’ Ultima Cena dipinta da Giovanni De Gregorio detto Il Pietrafesa, nato a Satriano di Lucania.

Nemoli, che non ha un patrimonio artistico comparabile con Rivello, ma non mancano strutture di pregio: con alcune, fontane, un mulino ad acqua e interessanti architetture, la più rilevante delle quali è il settecentesco Palazzo Filizzola, caratterizzato dal loggiato in stile napoletano e un bel portale in pietra.

Palazzo Filizzola

Nel convegno di Roma, Celeste Pansardi, ha ricordato brevemente, per averne parlato in altre occasioni, il contributo dell’archivio familiare alla conoscenza dei Filizzola ma soprattutto alle vicende storiche e alla realtà socio economica del tempo come passaggio della località Bosco da frazione di Rivello a comune, gli stili di vita, la divulgazione delle notizie sui maggiori cambiamenti ecc.

Monastero di Sant’Antonio – Rivello

L’archivio Filizzola, certificato nel suo valore storico nel 2007,è stato fonte di ispirazione per tre pubblicazioni di Celeste Pansardi su storie, personaggi, luoghi ed atmosfere della valle del Noce, ma anche il motivo dell’acquisizione del bene da parte del Comune per farne un museo del territorio e un centro di formazione per competenze culturali.

Qualcosa di più stabile ed organico al territorio rispetto ad attrattori stagionali: lo spettacolo suoni e luci “La Signora del Lago” ed altri eventi estivi. Certamente importanti ma meno idonei a sviluppare azioni di sviluppo culturale più approfondite e di valore nel lungo termine.