Anniversari delle associazioni dei borghi più belli di Francia e Italia

0
5

Crescente attenzione verso i borghi derivante da recupero di storia, tradizioni, restauri, riscoperta da parte di viaggiatori e scrittori, attivismo di istituzioni pubbliche e private, divulgazione via TV, web e grande editoria.
Avviene in Italia e nel mondo, obbligando ad una innovazione continua

E’ quanto emerge dalla ricorrenza nel 2022 degli anniversari di due associazioni di borghi eccellenti in Italia e Francia.
In Italia, l’Associazione de I Borghi più belli d’Italia il 26 marzo scorso ha festeggiato il 20° ANNIVERSARIO a Castiglione del Lago (Pg), nello stesso luogo in cui nel 2002 si svolse la prima assemblea nazionale del sodalizio fortemente voluto dall’Associazione dei Comuni Italiani-ANCI, dopo l’atto costitutivo sottoscritto dai 13 comuni fondatori. Tra i quali il comune di Castelmezzano in Basilicata.

Dopo vent’anni, questo gruppo iniziale è ora diventato una associazione di 334 comuni eccellenti tra le migliaia di piccole comunità italiane sotto i 15.000 abitanti, che fanno parte dell’ambitissimo gruppo dei Borghi più belli d’Italia. Per essere ammessi occorre rispondere a criteri molto stringenti che spingono i comuni candidati ad azioni di miglioramento che li rendono la punta di eccellenza di migliaia di realtà con un patrimonio di cultura e tradizioni unico al mondo per diversità ed importanza.

In questi 20 anni molte cose sono cambiate nella realtà dei borghi impoveriti dallo spopolamento. Molti di essi sono dei cantieri di iniziative aperti da comunità che non si rassegnano al declino e mettono in campo azioni di rigenerazione urbana e sociale grazie principalmente al dinamismo dei singoli luoghi, ma anche della crescente attenzione di istituzioni, Associazioni, gruppi di volontariato e singoli individui. Un ruolo importante lo stanno svolgendo associazioni nazionali come I Borghi Più Belli d’Italia, le Bandiere Arancioni del TCI, i Parchi letterari, ecc. perché forniscono una guida alla progettazione di iniziative funzionali alla candidatura e poi contribuiscono alla divulgazione delle eccellenze.

Grazie all’insieme delle iniziative che accrescono l’attenzione verso le problematiche dei piccoli centri, i Borghi cominciano ad avere un posto di prima fila nelle politiche di sviluppo sia a livello regionale che nazionale. Oltre alla legge sulle aree interne, la parola Borghi compare otto volte nel PNRR in cui è inserito un “Piano Nazionale per i Borghi”.

Lo sforzo congiunto di tanti, incluso il contributo da noi offerto gratuitamente da alcuni anni alla visibilità dei borghi lucani, l’Italia cosiddetta “minore” sta mano a mano evolvendo verso una realtà se non “maggiore” almeno di grande dignità ed attrattività.

La certificazione dei borghi da parte dell’Associazione dei Borghi Più belli d’Italia, delle Bandiere arancioni del TCI, ecc., è “una promessa di bellezza” che invita i viaggiatori a sceglierli come destinazioni, sicuri di andare in luoghi belli, accoglienti, ben amministrati ed una cittadinanza consapevole della responsabilità di non deludere le attese dei visitatori.

La Prima edizione della Guida dei Borghi Più belli d’Italia, ricordava i criteri base della scelta: “Il tessuto urbanistico del borgo deve risultare omogeneo, compatto, armonico ed essere una gioia per gli occhi… L’ammissione dovrebbe spalancare le porte alla notorietà e, insieme, favorire la più rigorosa tutela”.
Le strategie per avere questi risultati (e mantenerli/migliorarli nel tempo…) differiscono a causa dalle condizioni naturali, della storia, della coesione della comunità, ecc., ecc.
In questo anniversario in cui si possono consuntivare tante cose positive, conviene dare uno sguardo ai borghi altrove perché forniscono la conferma che la necessità di arrestare il declino dei borghi non è solo un problema italiano e che tutti i paesi vicini e lontani sono impegnati in sforzi di rigenerazione dei borghi per integrare e rendere attrattiva la propria offerta turistica.

Particolarmente rilevanti sono le iniziative di Paesi europei con i quali competiamo nella offerta turistica e la Francia, paese confinante, è da sempre quello per noi più sfidante. E proprio in Francia, è quella più avanti anche nella promozione dei borghi. Infatti in questo stesso anno si celebra, addirittura, il 40° anniversario dell’Associazione Les Plus Beaux Villages de France, cui si ispira a quella dei Borghi più Belli d’Italia.

Dal 1982 ad oggi l’associazione francese ha selezionato solo 164 borghi tra i confini francesi con meno di 2000 abitanti, sulla base di 30 indicatori. Questa selettività consente di mantenere la promessa implicita nella denominazione Les Plus Beaux Villages de France ed è premiata dai 35 milioni di visitatori all’anno che sono sicuri di andare in località che sono davvero le più belle del Paese.

Anche in altri Paesi vi è il problema delle piccole comunità da salvare dallo spopolamento e dalla disgregazione sociale e ci sono iniziative pubbliche e private per rigenerare i borghi, renderli una desiderabile alternativa alla città grazie anche alla connettività ad internet. Tra le associazioni simili a I borghi più belli d’Italia ed analoga istituzione francese, vi sono quelle del Belgio, e del Giappone, collegate nell’Associazione Les Plus Beaux Villages de La Terre, Los Pueblos Más Bonitos de España, quelli della Sassonia (Germania) della Svizzera, ecc.

Insomma tutte le piccole comunità del mondo per uscire dalla marginalità devono catturare flussi turistici, fonti di benessere economico, ma anche mezzi per sentirsi parte del Mondo.